#mangioergotwitto: La Pizza Pascalina fa bene a chi la mangia e al prossimo

#mangioergotwitto La rubrica di Maria Consiglia Izzo


pizza pascalina

È tempo di “Napoli Pizza Village”: la kermesse che trasforma il lungomare Caracciolo nella pizzeria più grande del mondo è in corso di svolgimento (chiuderà i battenti il 10 giugno). Tra le novità di quest’anno la “Pizza Pascalina”, un progetto dell’Istituto dei Tumori di Napoli Fondazione Pascale che mira alla diffusione di un comportamento alimentare sano e attento e che sostiene progetti di ricerca. Esso ha preso forma grazie a un gruppo di esperti di diverse discipline (ristoratori, produttori, consumatori e ricercatori) che si sono confrontati tra loro raggiungendo un risultato molto interessante.

Negli ultimi decenni la pizza è stata considerata un cibo non sempre salutare a causa dell’alto tenore di calorie e di carboidrati raffinati nonché povera di verdure e fibra ed associata a comportamenti che inducono obesità. Gli studi preliminari a questa considerazione, tuttavia sono stati condotti in paesi (Nord America e Medio Oriente) dove la pizza non viene prodotta con gli ingredienti tipici utilizzati per la pizza napoletana e dove la pizza non viene consumata come pasto completo ma associata ad altri cibi non salutari, al consumo di bevande zuccherate e a comportamenti sedentari.
La pizza nel 2010 è stata riconosciuta come Specialità tradizionale garantita della Comunità Europea e l’arte del pizzaiolo napoletano da dicembre 2017 è stata riconosciuta patrimonio dell’Unesco. Negli studi epidemiologici italiani, la pizza non è risultata a rischio di malattie croniche, ma anzi è risultata protettiva nel ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumori dell’apparato digestivo (incluso il tumore al colon. Paragonato a chi non consuma pizza, il rischio di sviluppare un infarto miocardico è risultato del 22% inferiore per chi la consuma occasionalmente (1-3 pizze al mese), del 38% in meno per chi la consuma regolarmente (1 pizza a settimana) e del 56% in meno per chi la consuma frequentemente (2 pizze a settimana).

La Pizza Pascalina può essere consumata come pasto principale anche due volte a settimana. Ecco i suoi ingredienti: farina di frumento Caputo tipo 1; 160g di friarielli campani; 120gr di pomodorini di Corbara o San Marzano a crudo; 120gr di olive di Caiazzo; 30gr di noci; 20gr di olio extra vergine d’oliva del Cilento; 30gr di aglio; peperoncino a piacere. Viene cotta a 450 gradi per 60 secondi. I pomodori San Marzano e Corbarino, i broccoli, l’olio extra vergine d’oliva ed i cereali integrali sono alimenti che contribuiscono a proteggere l’organismo dal rischio di sviluppare tumori.

Mangiando una Pizza Pascalina, ognuno assumerà un corretto quantitativo di elementi necessari al fabbisogno giornaliero, ma soprattutto contribuirà alla ricerca in quanto sia i ristoratori che i clienti diventano donatori. Ogni pizzeria aderente all’iniziativa avrà l’adesivo e il materiale informativo relativo al progetto. L’istituto Pascale istituirà un piano di ricerca specifico di cui ogni anno pubblicherà il report.

Maria Consiglia Izzo