Pe viche e vicarielli: Gli ebrei e Napoli

Pe viche e vicarielli La rubrica di Gabriella Galbiati


Castel dell'Ovo

La Memoria non è semplicemente ricordare un avvenimento per mera formalità o per offrire “un contentino” a chi ha sofferto. La Memoria è un valore, è parte integrante della cultura di un popolo, quasi un sentimento che una comunità condivide. Più è amplia tale comunità, più valore acquista la Memoria condivisa.
Ed è un atto di generosità quello di mettere in condivisione il materiale, qualunque esso sia, che racconta un fatto storico.
Così sono tutte le iniziative che in questi giorni a Napoli si susseguono affinché non si dimentichi, non si ripeta e si conosca la natura dell’uomo e la sua cultura.
In particolare, vi segnaliamo per questa settimana due mostre.
La prima, che si conclude il prossimo 30 gennaio, è dedicata a “Il Cerchio e la Shoah” di Giorgio Sorel nelle Sale delle Carceri di Castel dell’Ovo: una mostra di dipinti dell’artista bolognese raccontano del genocidio degli ebrei attraverso figure emaciate e lacerate utilizzando le tonalità del grigio e del bruno.

Castel dell'Ovo (1)

“1938-1945. La persecuzione degli ebrei in Italia, documenti per una storia”, invece, è l’esposizione alla Camera di Commercio, a cui la Comunità Ebraica di Napoli ha partecipato attivamente con il prestito di documenti. Una ricca testimonianza della presenza ebraica nella nostra città e della sua piena integrazione nel tessuto sociale. Una narrazione, che si snoda attraverso vari pannelli, della presenza attestata degli ebrei in Campania già nel I secolo d.c. per arrivare alla promulgazione delle Leggi Razziali e alla liberazione con le Quattro Giornate di Napoli. Durante il percorso, si dedica ovviamente spazio agli ebrei napoletani deportati e trovati morti nei campi di sterminio.

Gabriella Galbiati