Pe viche e vicarielli: Gli scavi di Ercolano

Pe viche e vicarielli La rubrica di Gabriella Galbiati

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Meno famosi e meno estesi territorialmente rispetto agli scavi di Pompei, ma non per questo meno interessanti e suggestivi.
Stiamo parlando degli scavi di Ercolano che, oltre a rappresentare un prolungamento quasi naturale di quelli di Pompei (sono due antichi insediamenti romani dello stesso periodo), è un sito curato che accoglie soprattutto turisti stranieri pronti anche a sopportare un viaggio nell’affollata circumvesuviana.

L’antica Ercolano non è stata completamente dissepolta (per questo motivo ci appare più piccola) perché sullo stesso territorio sorge la città nuova. Tuttavia ci consente maggiormente di farci idea sulla vita quotidiana di quel periodo grazie al ritrovamento di molti oggetti di uso comune.
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Durante l’eruzione del 79 d.c, Ercolano fu sepolta da una nube piroclastica che, unita a frammenti di rocce vulcaniche e pomice, diventò una fanghiglia capace di inserirsi in ogni interstizio, impendendo così la decomposizione dei materiali. In questo modo, sono arrivati fino a noi oggetti conservati in ottimo stato ed è possibile ammirare botteghe alimentari, le anfore che contenevano gli alimenti o la biblioteca della villa dei Papiri.

Gabriella Galbiati