Pe viche e vicarielli: L’accoglienza dell’Ospedale delle Bambole

Pe viche e vicarielli La rubrica di Gabriella Galbiati

La storia di questa settimana comincia verso la fine dell’Ottocento quando Luigi Grassi, scenografo dei teatri di corte e dei teatrini dei pupi, lavora nella sua bottega di via San Biagio dei Librai, dipingendo scenografie e riparando oggetti di scena. Un giorno una signora entra nella sua bottega e lo prega di riparare la bambola di sua figlia. Luigi, che indossa sempre un camice bianco per non sporcarsi, accoglie la richiesta d’aiuto e la bambola torna come nuova, rendendo felice mamma e figlia. La signora lo ringrazia calorosamente, chiamandolo “Dottore”.

In breve tempo, si sparge in giro la voce del dottore che ripara le bambole e tante altre mamme cominciano a rivolgersi a Luigi finché a un certo punto decidere di affiggere fuori dalla bottega una tavoletta di legno su cui scrisse con un pennarello rosso: “Ospedale delle Bambole”.

Un luogo che da sempre incanta e incuriosisce grande e piccini e la cui storia arriva ai giorni nostri.

Lo spirito di accoglienza e la voglia di aiutare sono sempre vivi. Solo la collocazione dell’Ospedale è cambiata da circa una settimana.

Eh si perché Tiziana Grassi, “Primario” dell’Ospedale e quarto anello della generazione di famiglia, ha deciso che è arrivato il momento di allargarsi.

Dai 18mq della bottega di via San Biagio dei Librai, l’Ospedale delle Bambole passa a 180mq a Palazzo Marigliano per dare maggiore spazio a tanti e tante degenti che nel corso di questi anni sono stati curati e conservati e che qualcuno non è venuto a ritirare.

Tiziana, come i suoi predecessori, ha continuato a conservare le bambole, che dopo la cura, non sono ritornate a casa e alcune di loro sono diventate “donatrici di organi”: ovvero sono state utilizzate come pezzi di ricambio per regalare nuova vita ad altre bambole.

Ma il Museo raccoglie anche i pupi, giocatoli antichi, una bambola di legno di fine Ottocento e un piccolo teatro di burattini. Un vero e proprio viaggio nella storia grazie anche alle foto che ritraggono la vecchia bottega e i gli articoli di giornale che raccontano la sua storia.

Il Primario Tiziana e la dottoressa Alessandra, che accolgono con il sorriso i tanti visitatori stranieri e non, sono pronte per qualsiasi tipo di intervento: ortopedico, di lifting e senza dimenticare la bellezza delle loro ospiti. Trucco e parrucco sono assicurate a tutte e anche lo shampoo ha una sua procedura specifica, che comprende bigodini e asciugatura dei capelli al sole. Guai ad usare i phon!

Insomma nulla è lasciato al caso e anche quando state per andare via ci saranno sorprese per voi.

La visita è libera – LASCIANDO UN CONTRIBUTO! – ma le storie che si ascoltano rimanendo in questo posto magico sono veramente speciali. In tanti entrano incuriositi, per fare domande e magari chiedere di una bambola lasciata lì anni prima. Mentre ero lì a chiacchierare con Tiziana e i suoi nipoti, Alessandro ed Emiliano, che mi hanno fatto eccezionalmente da Ciceroni, è arrivato un signore appassionato di Pinocchio che ci ha raccontato di aver riparato da solo il suo Geppetto.

Anche i turisti stranieri si affacciano per capire di cosa si tratta e rimangono incantati.

Vi invitiamo a visitare la nuova sede dell’Ospedale delle Bambole, a organizzare visite guidate con scolaresche e ad emozionarvi e a stupirvi di fronte alla collezione messa a disposizione. Tiziana stessa, all’entrata, vi chiederà di leggere la breve storia del posto, di chiudere per un attimo gli occhi e di lasciarvi andare ad un incantesimo…

Gabriella Galbiati