Pe viche e vicarielli: Piazza Mercato e la Chiesa di Santa Croce al Purgatorio

Pe viche e vicarielli La rubrica di Gabriella Galbiati

Piazza Mercato, una tra le più famose a Napoli, ha fatto da palcoscenico ad alcuni tra gli avvenimenti più drammatici e cruenti della nostra storia. Qui, infatti, è avvenuta la decapitazione di Corradino di Svevia, del pescivendolo rivoluzionario Masaniello e vi hanno trovato la morte più di 100 persone coinvolte nella Rivoluzione napoletana del 1799, tra cui Eleonora Pimmetel Fonseca, l’Ammiraglio Caracciolo e Mario Pagano.

Inoltre il 22 luglio 1781, a causa di un incendio causato dai fuochi d’artificio e alimentato dalla presenza di tante botteghe di legno, la piazza venne distrutta e con essa le due cappelle poste ai lati.

La prima Cappella, quella di Santa Croce, fu eretta per ricordare la morte di Corradino di Svevia, ucciso per volontà di Carlo d’Angio, e la seconda, quella del Purgatorio, per commemorare i tanti napoletani morti nel ‘600 a causa della peste.

Nonostante questo terribile incidente, ancora oggi Piazza Mercato ospita ben sei negozi di fuochi d’artificio!

Comunque, nel 1786, su volontà di Ferdinando IV, l’architetto Francesco Sicuro iniziò i lavori di ristemazione geometrica della piazza, che prevedevano prima di tutto l’eliminazione delle botteghe in legno e la realizzazione di un nuovo edificio religioso.

La Chiesa di Santa Croce al Purgatorio, purtroppo sempre chiusa, impera nella piazza con il suo stile classichegiante e la sua magnifica cupola e probabilmente molti di voi,passando di lì, si saranno chiesti di cosa si trattasse.

Attualmente (ahimè!) la cappella è spoglia e conserva pochissime delle opere che probabilmente conteneva e di cui si hanno ben poche notizie. Tutto questo è dovuto dall’incuria, dai barbari saccheggiamenti e sopratutto dai bombardamenti subiti durante la Seconda Guerra Mondiale e dal terremoto dell’Irpinia del 1980.

Pare che la Chiesa al suo interno conservasse una Pala d’altare di Malinconico raffigurante la Madonna con le anime del Purgatorio e un quadro di San Gennaro. Invece all’ingresso, sulla sinistra, c’è una colonna risalente al 1300 e alla cui base vi è posto un ceppo marmoreo. La leggenda vuole che sia lo stesso ceppo su cui venne giustiziato Corradino di Svevia e che sia ancora bagnato del suo stesso sangue.

All’esterno, sono ancora presenti le quattro statue: al livello inferiore San Pietro e San Paolo e a quello superiore San Gennaro e Sant’Eligio.

La Chiesa è ad oggi chiusa perché, grazie ad un Progetto dell’Unesco, sono in corso (finalmente!) i lavori di ristrutturazione ed è aperta e visitabile solo in giornate eccezionali, come la Giornata d’Autunno del FAI che domenica 15 ottobre era dedicata proprio all’affascinante zona di Piazza Mercato.

Gabriella Galbiati