Pe viche e vicarielli: Il museo Filangieri patrimonio dei napoletani

Pe viche e vicarielli La rubrica di Gabriella Galbiati

Gaetano Filangieri, principe di Satriano e nipote del noto autore di “Scienza della Legislazione”, fece vari viaggi in Europa alla ricerca di splendidi e rari oggetti artistici e di moderne realizzazioni museali d’arte industriale.

Il principe profuse tutto il suo impegno per portare a Napoli il modello europeo del Museo Artistico Industriale. La collezione, eterogenea per materiali, vanta più di 3.000 oggetti, di varia provenienza e datazione, come maioliche, porcellane, armi e armature, sculture dal XVI al XIX secolo, pastori presepiali del XVIII e XIX secolo e una biblioteca di circa 30.000 volumi. Vi sono inoltre dipinti del ‘600 napoletano tra cui opere di Jusepe de Ribera e Luca Giordano.

Filangieri si fece anche carico dei lavori di riadattamento di Palazzo Como, ultimo esempio a Napoli di edificio rinascimentale, e finanziò i lavori di ristrutturazione degli interni con l’ausilio degli allievi dell’Istituto d’Arte di Napoli.

Ed infine lo stesso Filangieri decise di donare la struttura alla sua città, un vero e proprio lascito, a patto che fosse un Museo. Purtroppo questo Museo delle Arti e Mestieri, poco conosciuto e situato in via Duomo, rischia di nuovo di chiudere (il 30 settembre 1943 rimase danneggiato da un incendio causato dai nazisti) perché il Comune di Napoli (che fa parte del CDC insieme agli eredi del Filangieri) da circa tre anni non riesce a versare i fondi necessari alla sopravvivenza del luogo e a cui non basta lo sbigliettamento non basta per andare avanti.

Il sito dì informazione Identità Insorgenti, di cui Lucilla Parlato è direttore, sta organizzando un movimento di protesta, a cui hanno aderito circa 30 associazioni napoletane, per far conoscere la storia di questo Museo ed evitarne la chiusura. Per chi volesse, l’appuntamento al Museo Filangieri è per sabato 14 ottobre dalle ore 11 per un sit-it (né pro né contro il Comune di Napoli) e una visita guidata grazie all’adesione dell’Associazione Guide Turistiche che racconterà la storia del museo, un bene donato alla città che i napoletani devono conoscere e che si trova in una via destinata a diventare sempre più un crocevia di turismo.

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Gabriella Galbiati