Pe viche e vicarielli: Il mistero di Palazzo Spinelli

Pe viche e vicarielli La rubrica di Gabriella Galbiati

Il bello di questa rubrica, che da oggi va in vacanza per l’estate, è che spesso capita che le persone vengano per consigliarmi di raccontare di quel luogo o di visitare qualche sito poco noto alla città.
Così è successo questa settimana quando una cara amica mi ha parlato di Palazzo Spinelli che (ahimè, lo devo confessare) non conoscevo affatto. Passo spesso per via dei Tribunali, guardandomi in giro e perdendomi nella folla, ma non avevo mai notato questo palazzo. Mi toccava quindi andarci e scoprirne il mistero e il fascino.

Palazzo Spinelli, sito all’altezza di via dei Tribunali n. 362, fu costruito nel XV secolo e la sua particolarità, oltre allo scalone sanfeliciano composto da due rampe di scale con duplice prospettiva, è costituita da un cortile interno di forma ellittica, unico esempio a Napoli. L’edifico, per la sua bellezza e unicità, è stato anche set di tre film, tra cui Maccheroni di Ettore Scola con protagonista Marcello Mastroianni.

Ma la storia di Palazzo Spinelli è legata indissolubilmente a quella di un fantasma. Infatti, nel XVIII secolo il sito divenne proprietà della famiglia Trojano Spinelli, che si occupò di restauralo (lavori che forse sarebbe il caso di ripetere oggi visto lo stato di degrado di alcune sue parti).

Tra le nobili che abitarono il palazzo in quel periodo, si ricorda Lorenza Spinelli, descritta come una donna crudele, cinica e poco affettuosa con il suo consorte. Di ben altra indole era Bianca, una ragazza rimasta orfana, probabilmente nipote di Lorenza, che lavorava al suo servizio come damigella. Pare che la zia si ingelosì per uno sguardo carico di dolcezza e comprensione che la giovane rivolse al marito.

Lorenza decise così di murare via Bianca, che dal canto suo le lanciò una maledizione. Anche se l’avesse uccisa, avrebbe continuato a vederla sia nei momenti di gioia che in quelli di dolore. Si narra, infatti, che il fantasma di Bianca sia continuato ad apparire alla famiglia Spinelli prima di qualsiasi evento speciale, sia che fosse di felicità che di disgrazia. Nel primo caso, la giovane era vestita di bianco e nel secondo indossava un abito scuro.

Come che sia, vi consigliamo di entrare nel cortile del palazzo, chiedendo la cortesia al portiere, e di ammirarne le caratteristiche.

Gabriella Galbiati

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