Pe viche e vicarielli: Delendus Vesuvius est

Pe viche e vicarielli La rubrica di Gabriella Galbiati

Questa rubrica è nata un po’ per scherzo e un po’ per amore ed è dedicata ai luoghi insoliti di Napoli che spesso nemmeno i napoletano stessi conoscono, invitando a scoprirli. Ma questa settimana ho deciso di fare un’eccezione e rivolgere l’attenzione al Luogo di Napoli per eccellenza, famoso in tutto il mondo.

Simbolo della bellezza, della potenza e delle contraddizioni di questa città, che non occorre nominare, e che questa settimana è stato danneggiato e umiliato nel profondo. In tutti c’è una ferita che brucia, che ci ha amareggiato e fatto incazzare. Nessuno partenopeo riuscirà a dimenticare facilmente quest’offesa e ci si divide ancora tra lacrime napulitane, cenere, odore di bruciato, la perdita del raccolto (prodotti unici al mondo come il pomodorino del piennolo e l’uva catalanesca), gli autori di “Lavali con il fuoco”, l’indifferenza delle istituzioni, le bufale, una pioggia invocata e mai arrivata, il rumore dei Canader e l’aiuto dei francesi.

Questa settimana prendo in prestito due foto di persone a cui sono legata (una notturna scattata dal centro storico di Napoli e una di giorno da San Sebastiano al Vesuvio) e una canzone famosa, chiedendo venia alla rubrica domenicale di Mimmo Falco:

Gabriella Galbiati

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