Una donna, una partigiana e il suo orgoglio partenopeo

Pe viche e vicarielli La rubrica di Gabriella Galbiati

Foto tratta dal libro

Foto tratta dal libro “La Guerra di Mamma”

Il Rione Sanità non ha dato i natali solo al Principe della Risata, di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario della morte e che viene ricordato con la mostra Totò Genio.

Il quartiere a nord del Borgo dei Vergini è stato difeso strenuamente (e forse con un po’ di incoscienza) da Maddalena Cerasuolo, una ragazza che a soli 20 anni, e in un’epoca in cui le donne non avevano ancora il diritto al voto, si unì ai partigiani. 

Lei stessa li avvisò dell’intenzione dei nazisti di far esplodere il Ponte della Sanità, prima di abbandonare la città durante le Quattro Giornate di Napoli, e con alcuni uomini, civili e militari (tra cui per coraggio e amore per la città spiccava suo padre Carlo), si pose a difesa nella barricata.
Lenuccia, com’era chiamata dai familiari e dagli amici, pur di recuperare le armi necessarie per combattere e salvare il ponte della via nova (come le persone anziane ancora chiamano via Santa Teresa, fatta edificare da Murat), recapitò un messaggio di resa da parte del maresciallo del Comando di Salvator Rosa ad alcuni militari nazisti, barricati in una fabbrica di scarpe, che minacciavano di depredare ed esplodere.

A pochi giorni dal 25 aprile, vogliamo ricordare la figura di una donna, di una partigiana e di un simbolo di amore e orgoglio partenopeo, invitandovi a passare per il Ponte della Sanità, a lei intitolato (come si vede dalla targa in foto) e leggere La guerra di mamma, scritto da Gaetana Morgese, figlia di Lenuccia.

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