Il Punto di Mimmo Falco

Egregia Direttrice,

nei nostri incontri parliamo di Napoli e dei suoi mille volti, degli infiniti problemi, delle potenzialità inespresse della sciatteria di chi comanda, di quello che la città dovrebbe essere e non è.

Noi amiamo Napoli più di ogni altra cosa, ci dilunghiamo nel discutere spesso sulla incultura imperante, sulla mancanza di progetti e di prospettive per rendere Napoli Capitale del Mediterraneo. Discutiamo a tutto campo, senza preclusioni ideologiche o appartenenze partitiche. Vorremmo che i napoletani avessero lavoro, che le periferie fossero rese vivibili, che il Centro Storico fosse valorizzato al massimo.

Le nostre discussioni alcune volte, si soffermano sui grandi personaggi, quali Salvator Rosa, Vincenzo Gemito, Luca Giordano, ed ancora Benedetto Croce Matilde Serao e via discorrendo. Ci rammarichiamo, quando altri trattano la città una schifezza, e prendiamo anche atto della sotto cultura ormai imperante. Ricordiamo solo alcuni come Gianbattista Vico, Tommaso Campanella, Alessandro Dumas, Johann Wolfgang Ghoete che sono rimasti estasiati di Napoli. Per non parlare di poeti come Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio, Ferdinando Russo che Napoli l’avevano del cuore. O di attori e autori come Eduardo, Peppino De Filippo, Nino Taranto, Totò, e di cantanti come Sergio Bruni, Maria Paris, Franco Ricci, Giacomo Rondinella Nunzio Gallo, e tantissimi altri che Napoli la onoravano con la loro arte.

Voglio essere tra i primi ad utilizzare lo strumento dell’Amministrazione Comunale Di Napoli “DIFENDI LA CITTÀ” per chiedere che vengano individuati e perseguiti secondo la legge, quanti hanno ridotto la città nello stato in cui si trova. Strade prive di illuminazione pubblica decente, manti stradali senza manutenzione alcuna, periferie ghettizzate, trasporto pubblico al collasso. Centro Storico abbandonato a se stesso. E stendo un velo pietoso su Napoli-Est e Bagnoli. Insomma chiedo giustizia per Napoli.

E non vorrei essere frainteso, ma ricordo un antico detto Napoletano: “Giacchino mettètta ‘a legge e Giacchino murette”.

Un saluto Mimmo Falco