Pe viche e vicarielli: la Basilica dello Spirito Santo nella via dello shopping

Pe viche e vicarielli La rubrica di Gabriella Galbiati

Via Toledo è una delle strade principali a Napoli con tanti negozi per lo shopping e bar per i più variegati aperitivi. Ma se camminando alzate lo sguardo all’altezza di piazza Sette Settembre, potete vedere la Basilica dello Spirito Santo che per anni è stata chiusa e lasciata in stato di abbandono ed ha attraversato tanti secoli di storia della città.

La Chiesa, inglobata negli edifici, ha subito nel ‘700 il restauro di Gioffredo (allievo di Vanvitelli) che ha operato su una preesistente basilica del ‘500 fatta costruire dai Bianchi Illuminati dello Spirito Santo (un’associazione nata con lo scopo di aiutare le persone indigenti). 

Il lavoro di Gioffredo si concentrò soprattutto sulla Cupola, una delle più alte della città, e nell’inserire elementi del tempio greco, come le colonne imponenti poggiate su cubi enormi che quasi coprono le cappelle delle famiglie poste ai lati della navata.

Da qui passano i tardo manieristi dell’epoca, come Fabrizio Santafede (considerato il Raffaello napoletano), e i fiamminghi che arrivano a Napoli, come Pietro Torres o Giovan Vincenzo da Forlì. La Basilica, che avrebbe bisogno di un’ulteriore restauro, conserva intatti alcuni elementi del ‘500, come l’acquasantiera, il portale di marmo e le statue di Michelangelo Naccherino, raffigurante il Vescovo Ambrogio Salvo, guida spirituale dei Bianchi, e il benefattore Paolo Spinelli. 

Molto interessante è anche la Vecchia Udienza, luogo in cui i Governanti si riunivano aspettando che i lavori di costruzione della chiesa finissero e in cui oggi troviamo due tavole di Santafede, in particolare la Pentecoste che faceva parte dell’altare del ‘500. 

Uscendo da qui, ci si ritrova nel cortile (dove c’è un pozzo originario cinquecentesco) che un tempo fu il Conservatorio dello Spirito Santo in cui vivevano le figlie illibate delle prostitute che lavoravano i merletti. Quando le fanciulle raggiunsero un numero notevole, venne creato il Banco dello Spirito Santo che in seguito si trasformò nel Banco di Napoli.
Ad oggi la Basilica è un Open Church grazie all’Associazione di Medea Art (valorizzare il patrimonio artistico e culturale dei luoghi meno conosciuti di Napoli), che la gestisce, garantisce visite guidate accurate e organizza eventi culturali per la cittadinanza. Nella sagrestia del ‘700, dove in genere vanno in scena spettacoli teatrali, in questi giorni potete vedere la mostra di Flora Palumbo.

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