Luisa Conte e la rinascita del Sannazzaro, bomboniera di Napoli

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NAPOLI OLTRE NAPOLI di Mimmo Falco

Luisa Conte nacque a Napoli il 27 aprile del 1925, da Alberto e da Francesca Malleo. Giovanissima, fu attratta dal teatro ed ad appena 14 anni iniziò a calcare i palcoscenici napoletani. Grazie al fratello della mamma (Pasquale Malleo) in arte Fioravante, che aveva sposato Nunzia Fumo, altra brava attrice napoletana, figlia di Eugenio Fumo che insieme a Salvatore Cafiero avevano dato vita ad una delle più importanti compagnie teatrali dell’epoca.

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Luisa Conte con Eduardo De Filippo

Luisa si distinse subito per la sua grande bravura, tanto da far parte di una compagnia di attori che nel 1939 andò in tourné in America Latina. In quegli anni conobbe Nino Veglia, altra importante figura della tradizione artistica napoletana, ed otto anni dopo divenne sua moglie. Apprezzata da Eduardo, fu chiamata ad interpretare ruoli di primo piano nelle commedie : Non ti pago, Le Voci di Dentro,  La Grande Magia e Questi Fantasmi. Interpretò anche Bettina in Miseria e Nobiltà.

Nel 1958, si creò il sodalizio artistico tra i più duraturi della storia del teatro napoletano, tra Luisa Conte e Nino Taranto. I due spopolarono, ebbero un successo inimmaginabile, riproponendo al pubblico i testi delle commedie di Raffaele Viviani. Amati ed osannati dal pubblico, non si fermarono per alcuni decenni. Luisa, però, sarà ricordata oltre che per la sua immensa bravura artistica, anche per la sua caparbietà imprenditoriale.

Infatti, insieme a suo marito Nino Veglia, riportò il Teatro Sannazzaro ai più grandi splendori. Eravamo negli anni 70. Qualche bibliografo racconta che Luisa, volle trasformare “‘na puteca fetente” nella “Bomboniera” di Napoli. Sul palcoscenico che aveva visto recitare anche Eleonora Duse ed Eduardo Scarpetta, ritornò l’arte napoletana.

Luisa ne era orgogliosa. Senza alcun aiuto pubblico, aveva rivitalizzato il Teatro in Via Chiaia al centro di Napoli. Il “suo” teatro ormai era un punto d’incontro di artisti e espressioni della cultura napoletana. Oltre alle rappresentazioni teatrali, Luisa ospitò più volte concerti del grande Sergio Bruni (‘a voce ‘e Napoli).

Ma Luisa aveva problemi di cuore e nel 1979 fu colpita da un infarto. Curata e seguita dai suoi familiari, venne sottoposta ad un delicato intervento al cuore nel 1982. Si riprese brillantemente e continuò il suo lavoro per il Teatro Sannazzaro senza mai fermarsi. Progetti, programmi, rappresentazioni, un vulcano d’iniziative fino al 30 gennaio del 1994, quando si sentì male nella sua casa a Riva Fiorita.

Si racconta che, rivolgendosi alla nipote Lara Sansone, disse : “‘O vi ‘loco, me gira a capa”. trasportata al vicino Ospedale Fatebenefratelli finì di vivere alle 15,30. Quella sera era in programma al Teatro Sannazzaro la commedia di Viviani “La figliata”.

Quando si alzò il sipario, comparve l’attore Giulio Adinolfi che disse: “Siete venuti a vedere Luisa Conte? ma non la vedrete più”. E poi lo spettacolo iniziò come lei avrebbe voluto. Commovente fu il rito funebre celebrato nella chiesa degli Artisti, quella di San Ferdinando in Piazza Trieste e Trento. Si ricordano le parole di Rosalia Maggio: “[…] oggi non se n’è andato un sipario ma un teatro intero”.