Luca Giordano il pittore girovago amico degli Spagnoli

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Scena mitologica di agricoltura

NAPOLI OLTRE NAPOLI di Mimmo Falco

Luca Giordano nacque a Napoli il 18 ottobre 1634, la madre si chiamava Isabella Imparato, il padre Antonio. Quest’ultimo era conosciuto a Napoli per la sua passione pittorica ma soprattutto perché era tra i maggiori mercanti d’arte dell’epoca, ed aveva una discreta posizione economica. Luca, a differenza del genitore, si distinse da subito per la sua innata capacità artistica, imparò da Josep De Ribera e Pietro da Cortona, diventando uno dei pittori più famosi dell’epoca. Fu soprannominato: “Luca fa’ ambress”  – Luca fa’ presto – per la sua inimmaginabile velocità nel dipingere. Chiamato da molti, Luca Giordano andò a Roma e in Lombardia dove confrontò i vari stili pittorici dell’epoca. Poi a Firenze dove dipinse la cappella Corsini e le decorazioni dei nuovi ambienti di Palazzo Medici Riccardi.

Dal 1692 al 1702 soggiornò in Spagna (era amato dai regnanti iberici) e dipinse nella Volta dell’Eraclea le gesta eroiche di Filippo II e Carlo V. Nella sua Napoli invece, aveva dipinto, tra l’altro, la navata e la cupola della Chiesa di San Gregorio Armeno e la Cupola della Chiesa di Santa Brigida. A Cassino, la volta dell’Abbazia.
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Scena mitologica di agricoltura

Ricco e osannato, nel 1664 ebbe in dono dal fratello Nicola 5 moggi di terreno a San Giorgio a Cremano, all’epoca ridente località alle porte di Napoli, egli ne acquistò altri 22 moggi nel 1669 e fece erigere a sue spese la Cappella di Santa Maria del Carmine.
Con il ritorno dei Borbone a Napoli, fu nominato caposcuola presso la bottega artistica guidata da Salvator Rosa, inviso agli spagnoli.
Morì il 12 gennaio del 1705, e fu sepolto con grandi onori nella Chiesa di Santa Brigida a Napoli.

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