Aniello Falcone, il pittore delle battaglie

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Crociati, attacco a una fortezza

NAPOLI OLTRE NAPOLI di Mimmo Falco

Aniello Falcone è uno dei più importanti pittori della grande scuola partenopea. Nato a Napoli il 15 novembre del 1607 da Giovanna De Luca e da Vincenzo Falcone, un ottimo indoratore che all’epoca fu più volte rappresentante della sua corporazione. Aniello sin da giovane si distinse per le sue doti artistiche, allievo prediletto di J.Ribera divenne ben presto il maggiore antagonista di un altro grande pittore spagnolo, Diego Velasquez.

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Ritratto di Masaniello, Aniello Falcone

Creò la sua “bottega” dove insegnava con grande umanità i segreti e le tecniche della pittura. Suoi allievi, tra gli altri, Salvator Rosa, Micco Spadaro e Luca Forte. Animato da un grande senso di indipendenza, non esitò a schierarsi contro il potere spagnolo e, per vendicare l’omicidio di un suo amico, formò “La compagnia della morte”, un’associazione per nulla segreta che annoverava tra i suoi adepti anche Masaniello. L’associazione sosteneva inoltre l’indipendenza del Regno di Napoli.

Mirabili e perfetti i dipinti di Aniello Falcone, tra i quali “La battaglia dei cavalieri spagnoli”, “La Gerusalemme liberata”, “La battaglia degli Ebrei e Amalachiti”. Tutta la pittura di Falcone riunisce tre grandi culture: la greca, la latina e la spagnola. La città di Napoli diventa il crocevia di diverse esperienze pittoriche che riescono a convivere, a contaminarsi, facendo nascere uno stile espressivo di notevole valore. Con il ritorno degli spagnoli a Napoli, Aniello Falcone, lasciò la guida della “bottega” affidandola a Luca Giordano. Lui si eclissò, la Compagnia della Morte si dissolse. Morì probabilmente di peste nel 1665.

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