Gaetano Filangieri e la costituzione americana influenzata dall'illuminismo napoletano

Gaetano_filangieri_02-650x500NAPOLI OLTRE NAPOLI di Mimmo Falco

Gaetano Filangieri è certamente uno dei personaggi più importanti della cultura mondiale di fine 700 ed inizio 800. Nato il 22 agosto del 1753 nelle vicinanze di Napoli, alcuni indicano il comune di Cercola, altri invece San Sebastiano di Napoli (oggi San Sebastiano al Vesuvio). Era il terzogenito di Cesare Filangieri e di Marianna Montalto, il padre era principe e la madre duchessa di Fragneto. Avviato alla carriera militare, non tralasciò gli studi giuridici, storici e filosofici che amava. Nel 1774 ottenne la laurea in avvocatura. Sposò nel 1783 una bella donna ungherese, Caroline Frendel, dama di compagnia della regina, dalla quale ebbe due figli Carlo e Roberto. Fu un brillante oratore, venne accolto alla corte di Carlo III di Borbone dove si distinse per una serie di interventi a difesa del decreto reale voluto dal Ministro Bernardo Tanucci per la riforma degli abusi dell’amministrazione della Giustizia.

FilangieriNaples

Museo Civico Gaetano Filangieri (Palazzo Como), Napoli.

Filangieri aderì alla Massoneria napoletana che aveva all’epoca stretti contatti con quella inglese ed americana. Grazie proprio all’appartenenza alla massoneria entrò in contatto con Benjamin Franklin, uno degli estensori della carta costituzionale degli Stati Uniti d’America. Gaetano Filangieri, che più volte aveva manifestato l’intenzione di raggiungerlo a Filadelfia “la città della fratellanza”, influenzò fortemente il suo amico americano, il quale fece propria l’idea illuministica di Filangieri di sancire nella Costituzione degli Stati Uniti il “Diritto alla Felicità”.

Nel 1783 si trasferì a Cava dei Tirreni, bellissima cittadina in provincia di Salerno, non lontana da Napoli, ospite del Canonico Andrea Carraturo, dove scrisse il suo capolavoro letterario “La Scienza della Legislazione”, opera che venne tradotta in tedesco, francese e inglese. Con questa opera, Filangieri, metteva in evidenza le ingiustizie sociali che affliggevano Napoli e le altre capitali europee nessuna esclusa. Si scagliò senza mezzi termini contro i privilegi feudali delle aristocrazie imperanti e delle alte cariche ecclesiastiche che sfruttavano il popolo. Essenziale l’affermazione di ottenere una riforma delle leggi e della procedura penale. Ed ancora un’equa ripartizione delle ricchezze (proprietà terriere) nonché il fondamentale miglioramento qualitativo dell’educazione scolastica pubblica e privata: “Tutto per il Popolo, niente attraverso il Popolo”.

Nel 1787 ricoprì l’incarico di componente del Supremo Consiglio delle Finanze presieduto dal Principe di Cimitile, Giambattista Albertini. Morì l’anno successivo (21 luglio 1788) a Vico Equense. Memorabili furono i suoi funerali celebrati con rito massonico che videro la partecipazione tra gli altri di Mario Pagano, Domenico Cirillo, Giuseppe Leonardo Albanese e Donato Tommasi. È storicamente provato che qualche giorno prima della sua morte gli giunse una lettera di Benjamin Franklin che gli inviava una copia della Costituzione Americana con la quale si codificava il principio voluto da Filangieri, cioè il diritto alla felicità di cui ogni Popolo non può fare a meno. I resti mortali di Filangieri furono deposti nella Cattedrale della Santissima Annunziata di Vico Equense.