Antonio Cardarelli, l’Occhio Clinico che ‘condannò’ Leone XIII

0_0_0_0_352_512_csupload_57514078NAPOLI OLTRE NAPOLI DI MIMMO FALCO

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Antonio Cardarelli fu certamente il Medico più famoso d’Italia. Nato a Civitanova del Sannio, oggi in provincia di Campobasso, il 29 marzo del 1831, compì i suoi studi nel Seminario Vescovile di Triveneto. Si laureò, giovanissimo, nel 1853 all’Università di Napoli presso la Facoltà di Medicina. Aveva così coronato il desiderio di suo padre Urbano anch’egli medico.

Cardarelli riuscì a partecipare ad un concorso pubblico per Medici, bandito dall’Ospedale Incurabili di Napoli, assumendo l’identità di un altro concorrente che all’ultimo momento non si era presentato alla prova. Perché fece questo? Una ricostruzione racconta che il giovane Antonio, fervente patriota  italiano, era inviso alla imperante burocrazia borbonica. Secondo altre fonti invece, avrebbe dimenticato d’inoltrare, nei termini previsti dal bando, la domanda di partecipazione. Sta di fatto che Cardarelli, dopo tutte le prove d’esame, risultò il primo in graduatoria. Altri concorrenti, iniziarono a protestare, allora la Commissione d’esame decise di ampliare la graduatoria, assumendo tutti gli idonei, Cardarelli compreso.

Nel 1880, Antonio Cardarelli, questa volta senza inganni, vinceva il concorso come titolare di Cattedra di Patologia Medica presso la Reale Università di Napoli. In quello stesso anno entrava per la prima volta alla Camera dei Deputati, eletto nel collegio d’Isernia. Restò parlamentare per sette legislature, fino al 1904, l’ultima legislatura in Senato.
Resta famosa la sua diagnosi circa la malattia che portò alla morte il Pontefice Leone XIII: contro tutta “nomenclatura accademica” dell’epoca, Cardarelli disse che il Papa era affetto da un cancro alla pleura. Aveva ragione.

L’Occhio Clinico

Antonio Cardarelli è passato alla storia perché si serviva poco o quasi per nulla degli esami clinici. Gli bastava  vedere il paziente per capire la malattia. Proprio per questo nacque, all’epoca, l’espressione popolare “occhio clinico”.
Innumerevoli gli aneddoti su Antonio Cardarelli, Si racconta che riusciva a diagnosticare l’aneurisma dissecante dell’aorta facendo pronunciare la lettera A ai pazienti. I suoi  colleghi più volte lo misero alla prova, durante il solito giro di visite nelle corsie degli Incurabili. Gli fecero trovare un giovane medico, il quale fingeva di essere stato ricoverato: Cardarelli lo osservò e diagnosticò: “è affetto da Nefrite, morirà entro otto giorni”. Il giovane saltò dal letto e si prese beffe di Cardarelli, il medico ribadì la sua diagnosi. Il giovane morì qualche giorno più tardi.
Su twitter solo una foto alla sua memoria, grazie a Maria Zupello da San Paolo, Brasile

Ed ancora si racconta che mentre era in una carrozza del treno che da Napoli lo doveva portare a Roma, per partecipare ad una seduta del Parlamento, si alzò chiudendo il finestrino per evirare le folate di vento. Nella carrozza viaggiava anche una  giovane coppia di sposi. Il giovane marito, infastidito, riaprì il finestrino e la scena si ripeté tre o quattro volte. Alla fine lo sposino protestò con Cardarelli, dicendo che il vento non gli dava fastidio. Cardarelli rispose “neanche a me, ma lo faccio per la giovane signora che le è accanto, è affetta da TBC”. Purtroppo era vero. Ricchissimo e famoso, non dimenticò mai il suo paese d’origine, Civitanova del Sannio: fece costruire una scuola, l’acquedotto, una chiesa ed il cimitero dove riposa. Aveva un animo buono, ma era scontroso e brusco nei modi.

Mori a Napoli l’8 gennaio del 1927.


Di Lucio Paglione unicamp.Opera propria, GFDL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=13340351

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Un racconto su Cardarelli tratto da dottvincenzosiragusa.com (http://www.dottvincenzosiragusa.com/COSE-DI-MEDICINA.html)

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