Rarità di Napoli: l’antico mandolino di Aleppo non suonerà più

La villa veneziana dove era custodito lo strumento napoletano del 17esimo secolo è stata distrutta dai bombardamenti. Omaggio a Jenny Poche Marrache.

Jenny Poche Marrache, la “grande donna” dei Souks, non ha mai voluto abbandonare la sua bella dimora nel cuore di Aleppo. E’ morta per un  male incurabile tra le macerie della sua casa che ogni venerdì della sua vita ha aperto al pubblico.

Mostrava a tutti, come fa in questa immagine ripresa dal documentario girato dall’emittente France 3, il mandolino del diciassettesimo secolo proveniente da “Napoli” – diceva – pronunciando perfettamente il nome della città, prima di ripetere in francese “Naples”.

fotocopertina

 

Il mandolino era raffigurato anche nel quadro posto sulla parete e che ritraeva la stessa stanza in cui era conservato.

quadro

Il mandolino, uno dei più antichi al mondo, il dipinto e l’intera struttura sono stati distrutti dai bombardamenti.

corridoio veneziano

La famiglia della signora Jenny Poche Marrache si era stabilita ad Aleppo nel sedicesimo secolo. Jenny approfondiva con i turisti la cultura della città, del Paese, la Siria, condividendola col pubblico. La “maison” costruita per essere il primo consolato di Venezia, ha ricevuto un gran numero di teste coronate europee, una dimora storica divenuta nel tempo passaggio obbligatorio per il turista.

nome

Nel suo omaggio, l’autore Jean-Marie Megarnané ricorda una “grande dame” che col suo spirito di tolleranza e amore per la cultura ha mantenuto il patrimonio del Paese vivo e aperto all’ammirazione dei passanti, che con coraggio è rimasta nel suo paese assistendo alla distruzione delle sue dimore, senza mai perdersi d’animo e mantenendo l’ironia che la contraddistingueva.

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