VIANDANTI FAMOSI A NAPOLI

Francesco Petrarca fu a Napoli due volte: la prima nel febbraio del 1341, per sottoporsi all’esame di Roberto d’Angiò al fine della sua laurea di poeta. La seconda nel settembre del 1343, dopo la morte di re Roberto.

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Di Napoli scrisse: “per molti rispetti eccellente, ha questo oscuro e vergognoso e inveterato malanno, che il girar di notte vi è non meno pauroso e pericoloso che tra folti boschi, essendo le vie percorse da nobili giovani armati, la cui sfrenatezza né la paterna educazione né l’autorità dei magistrati né la maestà e gli ordini del re seppero mai contenere.” (Familiarum rerum libri). Napoli, rispetto al primo, piacevolissimo, soggiorno, era molto cambiata, in preda a una crisi tale da indebolire i poteri istituzionali; in quel vuoto di potere durato fino all’arrivo di Alfonso d’Aragona, divenne preda di illegalità, di corruzione, di violenze, una Napoli che Petrarca condannò.

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Andrea del Castagno, Giovanni Boccaccio,

Giovanni Boccaccio. Suo padre Boccaccino volle avviarlo alla professione di mercante, così lo portò a Napoli (1327-1340). G.Boccaccio a soli 14 anni si trovò in una realtà completamente diversa da quella di Firenze, città fiorente ma fortemente provinciale, Napoli era invece una corte regale e cosmopolita con un re estremamente colto, Roberto D’Angiò. Boccaccino iscrisse Giovanni all’Università Federico II per i corsi di giurisprudenza, ma non amava molto il diritto canonico, si avvicinò piuttosto alla poesia e alla letteratura. Cominciò a frequentare la corte angioina e ad occuparsi di letteratura sia in latino che in volgare, ed è in quel periodo che scrisse: Filocolo, Filostrato, Teseida. Prese lezioni di greco dal monaco bizantino Barlaam di Seminara recatosi in Italia Meridionale come ambasciatore. In questo periodo crea anche il suo mito letterario, Fiammetta, forse figlia illegittima del re D’Angiò e si creano le basi ispiratrici della sua grande opera, il Decameron.

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Goethe a 69 anni, Ferdinand Jagemann

Johann Wolfgang von Goethe a 37 anni decise di intraprendere un viaggio in Italia e nel 1787 arriva a Napoli, dove resta più di un mese soggiornando in diverse dimore come Palazzo Filangieri d’Arianello, Palazzo Sessa (sede dell’ambasciata inglese). Fu un periodo particolarmente fertile a livello intellettivo, conosce Jakob Philipp Hackert e Gaetano Filangieri. Esplora due volte il Vesuvio in eruzione, visita Pompei, Ercolano, Portici, Caserta, Torre Annunziata, Pozzuoli, Salerno, Paestum ed anche Cava de’Tirreni, città da cui rimase particolarmente affascinato.

Di Napoli dice: “Anche a me qui sembra di essere un altro. Dunque le cose sono due: o ero pazzo prima di giungere qui, oppure lo sono adesso”.