Pompei, il gioiello patrimonio dell’umanità.

Nei codici di Strabone Πομπαία, Πομπεία, e Πομπηία variamente, si dice che Pompei era un luogo centrale di commercio delle città vicine, tra le quali nomina Nola, Acerra e Nocera: e potrebbe probabilmente dedursi che Pompei prima di ricevere l’appellativo onorevole di città, fosse realmente un luogo di deposito delle merci, “che sul fiume Sarno erano recate, e che ivi molti pubblici edifizii fossero edificati dalle vicine città a riceverle, e conservarle.” È assai verosimile, quindi, che il nome πομπεῖον, debba dedursi dai pubblici “edifizii”.

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Affresco pompeiano

Le prime testimonianze di vita risalgono al IX sec. con l’arrivo del popolo degli Opici che occuparono la posizione strategica su un piano formatosi da una colata lavica del Vesuvio, con veduta sul Golfo di Napoli nei pressi del fiume Sarno, importante riserva d’acqua. Nell’VIII secolo c’erano insediamenti degli Osci che fondarono cinque villaggi in un solo agglomerato cinto di mura.

Con l’arrivo dei Greci, che fondarono la colonia di Cuma, Pompei subì influssi ellenici anche se mai conquistata militarmente. Ne è un esempio il Tempio Dorico e l’introduzione del culto di Apollo. I Greci non avevano intenzione di stabilirsi a Pompei, si limitavano a controllare le strade e il porto.

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Fascinus indica la direzione da prendere per raggiungere il lupanare

Con l’arrivo degli Etruschi, che fondarono Capua (524 a.c.), questi si stanziarono nella città di Pompei per cercare collegamenti tra mare e entroterra. Così gli Etruschi come i Greci controllavano la città. Dal 474 a.C., momento della sconfitta degli Etruschi da parte dei Cumani, al 424 a.C. Pompei torna nuovamente sotto l’influsso dei Greci.

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Mosaico proveniente dalla Villa di Cicerone

Nella guerra dei Romani contro i Latini, i Sanniti restano fedeli a Roma, mentre nel 310 a.C., quando i Romani muovono guerra contro i Nocerini, i Sanniti pompeiani si schierano a favore di questi ultimi, i quali, dopo una prima vittoria, sono costretti a capitolare Pompei che pur governata dai Sanniti, entra a tutti gli effetti nella sfera amministrativa romana.

Pompei antica si estende per circa sessantasei ettari ed è circoscritta in una cinta muraria lunga tre chilometri e duecento metri. A seguito della conquista dei Romani, le mura diventano inutili e piuttosto che abbatterle si preferisce costruire all’esterno di esse: tuttavia ciò è visibile solo nei pressi di porta Marina dove vengono edificate le Terme Suburbane e la villa Imperiale; sempre esternamente alla cinta muraria si trovano, nei pressi delle porte, le necropoli, oltre a diverse ville d’otium come la villa dei Misteri, mentre il porto è situato a circa un chilometro da porta Stabia ed ancora una zona, verso nord, chiamata Pagus Augustum Felix Suburbanus, dove sorgono numerose ville rustiche, un’altra chiamata Oplontis o Pagus Salinienses, sede di ville d’otium e complessi termali ed un’altra, verso est, denominata Pagus Urbulanus. All’interno delle mura, la città, a seguito degli scavi, viene divisa in nove zone, chiamate regiones, che corrispondono più o meno agli antichi quartieri romani, a loro volta divise in insulae: ogni regione aveva una propria festa rionale, programmi elettorali e caratteristiche commerciali.

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Affresco pompeiano Villa dei Misteri

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Ultimo giorno di Pompei di Edward Bulwer-Lytton

Il luogo principale è il foro, completamente pedonalizzato, intorno al quale si affacciano gli edifici più importanti della città, come il Macellum, la basilica, gli Edifici della Pubblica Amministrazione e diversi templi; il divertimento era ubicato dall’Anfiteatro, nel quale avvenivano giochi circensi e combattimenti tra i gladiatori, il Teatro Grande ed il Teatro Piccolo, dove erano rappresentati commedie, mimi, spettacoli musicali e poesie; la cura del corpo è invece affidata a diversi complessi termali come le Terme Stabiane, le Terme del Foro, le Terme Centrali, le Terme Repubblicane, le Terme di Sarno e le Terme Suburbane: a questo si aggiunge anche lo svago sessuale con la presenza di oltre venticinque lupanari. L’attività militare, oltre alla Schola Armatorum, si svolge nella Palestra Grande e nella Palestra Sannitica mentre l’attività religiosa si pratica in diversi templi, come il tempio di Giove, il tempio di Apollo, il tempio di Venere, il tempio di Iside, il santuario dei Lari Pubblici, il tempio di Vespasiano ed il tempio della Fortuna Augusta, questi ultimi due dedicati all’imperatore. La principale attività lavorativa svolta a Pompei è quella del commercio:in origine il luogo di tale pratica è rappresentato dal Foro, mentre a partire dal II secolo a.C., l’attività si sposta lungo via dell’Abbondanza.

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Eruzione del vesuvio di Joseph Wright of Derby

I primi eventi sismici ebbero inizio nel 62 d.C. con il crollo di diverse case che furono poi ricostruite negli anni successivi. Solo nel 79 d.C., il Vesuvio iniziò il suo ciclo eruttivo che porterà poi al seppellimento di alcune zone di Stabia, Pompei, Ercolano e molte città a sud-est dal Vesuvio. La data dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. è attestata da una lettera di Plinio il Giovane a Tacito. Le sostanze eruttate per prime dal Vesuvio furono fondamentalmente pomici, rocce vulcaniche originate da un magma pieno di gas e raffreddato. La maggior parte dei cadaveri a Pompei sono rimasti intrappolati al di sopra delle pomici, avvolti nelle ceneri. I residui piroclastici della eruzione sono stati rintracciati in un’area ampia centinaia di chilometri quadrati. Secondo una stima di Plinio il Giovane, testimone del fenomeno, l’altezza della nube indicata secondo le moderne unità di misura può aver raggiunto i 26 chilometri.