Le radici antiche del corno portafortuna

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“Kirsten Svendsdatter trova il corno d’oro” (1859) di Niels Simonsen

L’origine del corno, come figura in sé, risale alla preistoria ed è associato alla divinità. Esempi antichi sono le raffigurazioni di corni nel villaggio ungherese di Lengyel risalenti al neolitico, sui dolmen in Morbihan nella Bretagna, incisioni rupestri dell’Europa centrale. Nella mitologia nordica, un esempio importante è rappresentato dai corni d’oro di Gallehus dove sono illustrate  figure  della mitologia germanica. Anche in Egitto le corna di capra denotano ‘valore e dignità’, infatti le corna della corona del faraone sono simboli del dio Khnum.

Prima dell’avvento del Cristianesimo, i Romani adoravano portare un fallo, spesso di color rosso, come portafortuna, simbolo di forza e abbondanza. Con il fluire della religione cristiana nella società romana, avvenivano le prime censure, fino alla messa al bando del simbolo fallico, considerato “osceno”.

Il cornetto portafortuna napoletano è l’evoluzione del portafortuna degli antichi romani: un pene. Non a caso la forma del cornetto napoletano ricorda sia un corno che l’organo maschile. Potremmo definirlo un caso di sincretismo simbolico.

Amulettes_phalliques_gallo-romaines_Musée_Saint-Remi_120208

Antichi amuleti propiziatori di arte gallo-romana di forma fallica